La pensione integrativa: a chi conviene

A chi conviene la pensione integrativa?A causa delle riforme che il governo italiano periodicamente attua, diventa sempre più difficile credere che il solo sussidio statale pensionistico possa essere sufficiente a garantire una vita degna ai pensionati. Andiamo incontro sempre di più a restrizioni e ad età pensionabili sempre più avanzate. Le cause risiedono nell’aumento della durata della vita dell’uomo, nonché nella crisi economica. Oggi siamo spinti a cautelarci da soli per un futuro più sicuro attraverso pensioni integrative di svariato genere.

Il futuro e la pensione integrativa

Un dato davvero allarmante che oggi getta nell’insicurezza tutto il mondo del lavoro, già sofferente per mancanza occupazionale, è quello relativo all’entità delle pensioni future. Oggi, chi può si getta nelle mani di chi può contribuire a sostenere il proprio futuro, come enti e assicurazioni. Lo Stato italiano spinge verso questa direzione anche grazie all’attuazione di alcune normative importanti. Ricordiamo, infatti, la legge, approvata sei anni fa, in merito alla destinazione del trattamento di fine rapporto. Si è dato ai lavoratori la scelta di destinarlo ad enti per la formulazione di una pensione integrativa o di lasciarlo accantonato presso l’azienda per un emolumento totale alla fine del rapporto di lavoro. Le forme pensionistiche complementari possono essere di vario genere. Esempi possono essere i fondi pensionistici di tipo aperto, istituiti da società mobiliari, assicurative o bancarie. Seppur in maniera lenta, oggi la forma pensionistica complementare, che sembra svilupparsi progressivamente, è quella relativa a piani personalizzati dalle assicurazioni sulla vita. Oggi, nonostante la paura del futuro, in pochissimi hanno scelto di destinare il proprio trattamento di fine rapporto ad una pensione integrativa. Dato confermato anche dal numero delle persone che versano volontariamente dei premi mensili alle agenzie assicurative vitalizie. Sembra che la paura di investire abbia coinvolto tutte le azioni dell’uomo a tal punto da non scindere più qual’ è la giusta scelta per il proprio futuro.

I veri vantaggi della pensione integrativa attraverso versamenti volontari

Uno dei vantaggi primari risale alla sfera fiscale. I versamenti dei premi possono essere dedotti, in sede di dichiarazione dei redditi, fino ad oltre cinquemila euro all’anno. Questo fattore sottolinea non solo l’importanza dell’assicurarsi un futuro, ma permette di rendere più leggero l’Irpef. Un altro fattore favorevole alla pensione integrativa risiede nell’entità della sua tassazione. Se l’aliquota minima del trattamento di fine rapporto ammonta al 23%, quello previsto sui versamenti volontari è del 15%. La convenienza sta soprattutto nel fatto che, a partire dal quindicesimo anno, la tassazione si riduce di circa 0,30% ogni anno, portando 35 anni di contribuzioni ad una tassazione di appena il 9%. La pensione integrativa di sicuro conviene ai più giovani proprio per questo motivo, oltre al fatto che si auspica per il futuro un sistema retributivo pensionistico pari addirittura al 50% del valore dell’ultima busta paga. Oggi, invece, un neo-pensionato può ancora contare su un 70%. Oggi vi sono diverse opinioni discordanti in merito alla convenienza o meno di una pensione integrativa. Sta di fatto, però, che tutti sono d’accordo sul fatto che è l’unico passo da fare per cercare di attenuare l’urto futuro di chi, oggi, può ancora permettersi di cautelarsi con le proprie mani.

Foto: Simone van den Berg

Le assicurazioni contro le calamità naturali o gli eventi atmosferici

Assicurarsi contro le calamità naturaliIl ramo delle assicurazioni cerca di cautelare il più possibile la vita dell’uomo, limitandone rischi e danni di diverso genere. In Italia, ed in particolare in alcune zone geografiche, eventi climatici avversi causano spesso notevoli disagi, esponendo le proprie auto a grossi rischi. La polizza obbligatoria per le auto, relativa alla responsabilità civile, non si estende a tali fatalità naturali che vengono, invece, coperte da apposite convenzioni assicurative.

L’assicurazione contro le calamità naturali: cos’è

Se in passato, in Italia, non era molto diffusa l’idea di assicurare le proprie auto contro intemperie e calamità naturali, oggi è diverso. Si assiste ad una crescente manifestazione di una natura turbolenta che invita sempre di più a correre ai ripari. Si sentono sempre più spesso notizie di nubifragi, di inondazioni e di venti impetuosi anche in territorio italiano. Tanti possono essere gli eventi atmosferici considerati pericolosi e l’assicurazione copre generalmente danni derivanti da tempeste, valanghe di neve, grandine, alluvioni e tanto altro. Un esempio potrebbe essere quello di un albero che si abbatte sulla propria auto. Nella fattispecie, va escluso il caso di incendio, per il quale esiste una polizza apposita, solitamente stipulata insieme al furto. In termini legislativi non esiste un elenco fisso dei fenomeni atmosferici contro cui è possibile assicurarsi. Infatti è possibile che il contraente si accordi specificatamente con la compagnia assicurativa per la stipula di una polizza personalizzata. Questo favorisce anche la giusta differenziazione degli eventi naturali delle regioni italiane. La polizza copre sia i danni di alcune parti del veicolo, sia la sua totale distruzione. In tal caso, a seguito di denuncia esposta alle autorità competenti, si procede alla somma risarcitoria pari al valore del veicolo. La polizza contro gi eventi atmosferici rientra nella sfera della categoria dei “rischi diversi”. Questa comprende tutte quelle coperture accessorie, e quindi non obbligatorie, utili alla protezione del proprio veicolo. Tra queste, oltre a quella in materia di calamità naturali, ricordiamo quella contro gli atti vandalici, contro il furto e l’incendio, contro infortuni del conducente e quella Kasko.

I vari tipi di polizze

Le polizze contro gli eventi atmosferici si raggruppano in due specifiche suddivisioni. La prima è caratterizzata da una certa rigidità e prevede coperture di determinati eventi con l’indicazione precisa delle eventuali cause da escludere; la seconda invece è più flessibile e si trasformano in veri e proprio accordi personalizzati tra assicurati e assicuratori. In questo caso è importante prestare attenzione ad alcuni fattori fondamentali. E’ necessario stipulare un’assicurazione relativa ad eventi naturali effettivamente verificabili in un paese come l’Italia. Nello specifico, è importante escludere tutti quei fenomeni che, per forza maggiore, è difficile si verifichino in determinate condizioni ambientali. Bisogna soffermarsi sulle specificità regionali e stipulare l’accordo più adeguato. E’ nella facoltà delle compagnie anche rifiutare questa determinata richiesta di polizza. Anche per questo tipo di assicurazione, può essere corrisposto un massimale assicurativo e la possibilità di considerare anche una franchigia per abbassare l’entità del premio da pagare. La franchigia infatti stabilisce un valore minimo del danno per il quale scatta il risarcimento obbligatorio.

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L’RC auto: storia e legislazione

La storia dell' RC autoLe polizze assicurative, in merito alla copertura dei danni nei confronti di terzi da parte dei propri autoveicoli, viene definita RCA (Responsabilità Civile Auto). Al centro di accese polemiche, negli ultimi tempi, oggi l’RC auto costituisce una fondamentale obbligatorietà per chi possiede un veicolo.

L’RC auto: cenni sulla storia della sua legislazione

L’obbligatorietà dell’RC auto è stata sancita nel 1969 con l’introduzione dell’art. n. 2054 del codice civile italiano, con il quale viene stabilita la piena responsabilità dei danni che vengono causati, a persone e cose, da parte del soggetto che si trova alla guida del proprio autoveicolo. In base all’art. 2054, dunque, i conducenti di autoveicoli sono obbligati a stipulare una polizza assicurativa in grado di coprire gli eventuali danni arrecati. L’assicurazione consiste nell’erogazione di un eventuale risarcimento a copertura di tali danni a seguito di un incidente stradale, la cui entità rientra in un limite massimo definito, dalle stesse polizze, nella voce denominata “massimale assicurativo”. Al massimale corrisponde anche un minimale che può eventualmente essere rincarato se, a questo, corrisponde un aumento della quota del premio annuale da pagare. La legislazione prevede ben tre soggetti giuridici relativamente alla stipula di una polizza assicurativa. Il primo è colui che firma la polizza, detto anche contraente; il secondo è il vero e proprio assicurato, mentre il terzo è l’eventuale danneggiato a seguito di un sinistro. Nel 1992 la legislazione civile inizia a perfezionarsi, grazie all’estensione della copertura anche alle persone che vengono trasportate dal proprio veicolo. In merito alla specificità del soggetto giuridico che debba stipulare la polizza, la legge non precisa molto. Per tale motivo, la polizza assicurativa dell’RC auto non copre solo il proprietario, ma chiunque si trovi alla guida dell’auto nel corso di un sinistro. Nel 2007 avviene la vera svolta della legislazione in ambito assicurativo. I contenuti originari del 1969, già notevolmente aggiornati, vengono definitivamente assorbiti dal nuovo Codice che ne regola l’assicurazione privata. Una delle più grandi novità introdotte nel 2007 consiste nella possibilità di ottenere un risarcimento, immediato e diretto, da parte della propria compagnia di assicurazione, senza dovere necessariamente chiederlo alla compagnia del veicolo della controparte. Questo contribuisce a velocizzare tantissimo le procedure relative all’ottenimento della somma risarcitoria.

Gli aspetti fondamentali dell’assicurazione RC auto e le novità del Decreto Bersani

Le compagnie assicurative basano il loro criterio di valutazione sull’assegnazione di determinate classi di merito assegnate ai contraenti. La formula “bonus-malus” consiste in una sorta di classificazione fatta principalmente in base al paese di residenza, all’età e agli incidenti. Più la classe di assegnazione si abbassa, più il contraente è considerato sicuro e, di conseguenza, il premio annuo relativo alla copertura assicurativa, cala. La vita assicurativa viene certificata dall’ATR, ovvero dall’attestato di rischio, che riporta la classe di assegnazione e lo storico dei sinistri. In merito alle classi di merito, le più grandi novità vengono introdotte nel 2006 dal Decreto del Ministro Bersani, grazie al quale, non solo l’attestato di rischio assume una valenza di ben cinque anni, ma, soprattutto, viene inserita la possibilità, in caso di acquisto di un’auto usata o nuova, di poter acquisire la classe di merito più bassa del proprio nucleo di famiglia, senza necessariamente partire come neo-assicurati.

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L’assicurazione contro responsabilità civile terzi

Cosa vuol dire farsi assicurareIl mondo delle assicurazioni è sempre stato al centro di innumerevoli discussioni spesso basate solo ed esclusivamente su temi legati alle cause della crisi economica delle compagnie assicurative. L’attenzione che si presta, fin troppo, all’attuale crisi economica, comporta la mancanza di attenzione su alcuni aspetti importanti delle compagnie assicurative, le quali propongono, continuamente, prodotti nuovi al fine di aiutare la vita dell’uomo.

RCT: Responsabilità Civile contro Terzi

Oggi gli strumenti mediatici, in tema di assicurazione, si concentrano solo ed esclusivamente sulle polizze legati all’obbligatorietà e quindi prevalentemente sulla responsabilità civile auto. Questo comporta una mancanza di conoscenza di tantissimi prodotti assicurativi rilevanti, come quello relativo alla responsabilità civile contro terzi o RCT. Questo tipo di polizza, spesso sottovalutata, è effettivamente in grado di proteggere gli assicurati da eventi accidentali che spesso possono causare notevoli disagi. Aldilà di quello che si pensa, tali prodotti assicurativi comportano una spesa relativamente accessibile, da non confondere con quella legata alla responsabilità civile auto che, in alcune regioni italiane, tocca cifre davvero vertiginose. Il prodotto legato alla responsabilità civile contro terzi copre i danni arrecati, involontariamente, da parte del contraente nei confronti di altre persone. La copertura assicurativa può riguardare diversi tipi di danni: in ambito domestico, ad esempio, può coprire i danni causati da qualsiasi elemento della famiglia, anche da un eventuale cane. In ambito lavorativo, invece, si concentra sulle problematiche legate all’uso di strumenti, o altro, legati all’ambiente di lavoro. Proprio nel periodo che si vive attualmente in Italia, l’RCT, a fronte di una spesa piuttosto contenuta annuale, potrebbe salvaguardare il bilancio familiare, o aziendale, coprendo danni che, senza copertura, potrebbero anche mettere in serio pericolo di vita aziende ed equilibri familiari.

L’RCT e le varie tipologie di sinistri che potrebbe coprire

I sinistri coperti da un’eventuale assicurazione civile contro terzi possono riguardare diversi settori, come, ad esempio, quello legato alla manutenzione non a norma dei beni del demanio pubblico, oppure quelli in ambito condominiale, e tanti altri ancora. Nello specifico, in merito ai sinistri che occorrono in relazione al demanio pubblico, parliamo di eventuali danni causati da buche, sconnessioni stradali, relativi avvallamenti o, addirittura, da macchie di carburante o di olio riversati su strada. In ambito condominiale, i danni più comuni sono quelli causati dalle condutture dell’acqua e da incidenti legati alla struttura dei fabbricati. La responsabilità civile contro terzi può coprire anche i danni causati da violazioni di regole contrattuali, sia che esse si riferiscano ad un rapporto di lavoro che ad altro, come ad esempio un contratto di locazione. Anche le agenzie di viaggio, spesso, si avvalgono di questo tipo di copertura assicurativa al chiaro scopo di provvedere ai danni che una programmazione di viaggio sbagliata può arrecare ai propri clienti. Oggi l’RCT sembra molto sviluppata soprattutto in ambito di infortuni legati alla frequentazione di luoghi che sono aperti al pubblico. Basti pensare agli innumerevoli supermercati, parchi, alberghi o villaggi turistici oppure ai bar, dove scalini, cancelli automatici, tombini o parcheggi scivolosi posso essere causa di infortunio per chi ne usufruisce.

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